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SEZIONE 2:
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PROGETTO
  • ANNO
    2003 e 2008
  • ASSE MISURA
    D2
  • NUMERO PROGETTO
    156582
  • SOGGETTO ATTUATORE
    IReR
  • PARTNER
    ThinkLab, Euromedia
Analisi di placement
L?analisi di placement delle azioni di formazione come strumento sperimentale per la valutazione dei servizi di istruzione, formazione e lavoro.
Inconto con Dott. Federico Rappelli
IReR
Il progetto Analisi di placement affidato a IReR ha avuto come obiettivi principali l'individuazione e la sperimentazione di un modello per l'analisi di fattori che complessivamente possono essere considerati indicatori dell'efficacia della formazione professionale erogata.


Obiettivo di IReR è la definizione di uno strumento e di un metodo per la rilevazione di una serie di fattori che complessivamente possono essere considerati indicatori dell'efficacia della formazione professionale erogata. L'invito all'elaborazione di uno strumento innovativo per la valutazione degli esiti occupazionali dei corsi di formazione ha determinato una parziale revisione dell'approccio adottato nelle precedenti ricerche condotte da IReR in tale campo (Placement 2003: analisi dell'esito della formazione FSE per l'entrata nella vita attiva e proposta di monitoraggio sistematico).
L'indagine quantitativa sui formati si articola in tre parti:
  1. customer satisfaction retrospettiva: soddisfazione al termine del corso;
  2. placement e tracking retrospettivo ad uno/due anni dal termine del corso;
  3. customer satisfaction in seguito all'ingresso nel mercato del lavoro.
Il questionario presenta due elementi di novità: in primo luogo, vi è un approfondimento sulle mansioni svolte e sull'utilità delle competenze apprese ai fini dell'inserimento occupazionale. In secondo luogo, vengono rilevate informazioni su tutti gli episodi occupazionali che hanno caratterizzato la carriera lavorativa del soggetto.

IL CONTESTO
L'universo di riferimento dell'indagine quantitativa è costituito dagli individui che hanno partecipato ad un corso di formazione conclusosi tra agosto 2005 e luglio 2006, incluso in una delle seguenti Misure: A.2 (inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti), C.3 (formazione superiore), C.4 (formazione permanente) ed E.1 (promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro). La numerosità complessiva dell'universo è di 7.456 individui.

I RISULTATI
Nel complesso, si registra un alto livello di soddisfazione nei confronti del corso, in particolare nei confronti di docenti, materiali didattici ed organizzazione. Si osserva una minore soddisfazione nei confronti dell'attività di stage e nella capacità dell'ente formatore di favorire contatti per l'ingresso nel mondo del lavoro. Il più alto grado di soddisfazione si riscontra tra i corsi di basso livello (reinserimento lavorativo, post-qualifica, post-obbligo), mentre i corsi di medio-alto livello (alta formazione, Ifts, post-diploma) hanno in media giudizi meno favorevoli. La soddisfazione per il corso risulta leggermente inferiore dopo le esperienze nel mercato del lavoro. Ciò può essere spiegato considerando che, entrati in contatto con il mercato del lavoro, gli intervistati hanno maggior consapevolezza della spendibilità del corso.
Chi al termine degli studi valutava positivamente il corso ma non è riuscito a soddisfare le proprie aspettative lavorative potrebbe attribuirne la colpa al corso stesso esprimendo un voto basso.

L'INSERIMENTO OCCUPAZIONALE
Sono stati valutati sia le condizioni occupazionali a dodici mesi dalla fine del corso, sia il cambiamento nei tassi di occupazione mese dopo mese. Ad un anno dal termine, circa sette allievi su dieci hanno un impiego, mentre all'inizio dei corsi solo uno su dieci era occupato. La quota di occupati, tuttavia, tende a crescere a velocità decrescente con il passare dei mesi. In complesso, la percentuale di inattivi è passata dal 15% all'11%: l'8% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di aver frequentato un altro corso di formazione in seguito al corso in esame. In generale, l'inserimento in occupazioni stabili riguarda in maggiore misura gli stranieri, le persone meno giovani e chi ha un titolo di studio basso (licenza media). La maggior parte degli intervistati si è inserita nel settore privato e in lavori a tempo pieno; spesso hanno trovato lavoro attraverso l'invio di curriculum a datori di lavoro, ma anche attraverso canali istituzionali o conoscenze personali.
La maggior parte delle persone che al termine del corso avevano un impiego a tempo indeterminato non hanno modificato la loro posizione occupazionale.
Il tasso di mobilità è leggermente più basso tra i lavoratori a tempo determinato. Tale dato può essere spiegato facendo riferimento alla durata di questa tipologia di contratto, che mediamente si attesta intorno all'anno; perciò, anche se gli allievi hanno iniziato a svolgere un'attività a tempo determinato poco prima della fine del corso, è probabile che in molti casi la durata del contratto si protragga al di là della soglia dei dodici mesi.
 
 
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